Marlena, Polonia

  Qualche parola sulla mia esperienza in quanto volontario europeo? Un’avventura eccezionale!

 Anche se non sono ancora nemmeno a metà del mio progetto a Chieti, posso dire già che per me è stata una decisione giusta di esser venuta qua.

 Non è la mia prima volta all’estero e neanche in Italia però lo SVE rappresenta una cosa molto diversa di quello che avevo già vissuto durante gli altri progetti e scambi.

Al CSV sto imparando molte cose e sono sicura che partendo in giugno avrò acquisito le competenze che non mi aspettavo prima di avere. Linguisticamente, tecnicamente ma anche dal punto di vista del mio carattere tornerò a casa cambiata.

Il volontario dello SVE si trova ad affrontare tante sfide, magari anche tanti problemi ma sopratutto è “condannato” all’arricchimento culturale. La collaborazione con la gente locale e la convivenza con altri volontari aprono le strade per la toleranza e curiosità del mondo.

Questa è una esperienza ottima sia per le persone che sono sicure di loro stesse, abituate ai lunghi viaggi lontani da casa che per quelle timide che escono di là per la prima volta. Il volontario non rimane mai da solo: ci sono sempre il tutor, il mentor e tanta altra gente pronta ad aiutarlo e rendere il periodo di adattamento non solo facile ma anche bello.

Io consiglierei a tutti di rischiare e cogliere quest’opportunità finché si è giovani e tali possibilità ci sono. A casa ci si rimarrà da vecchi 🙂
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